Il mulino è uno strumento che produce un lavoro meccanico derivato dallo sfruttamento di una forza (prodotta dall’energia elettrica, dal vento, dall’acqua o dalla spinta animale/umana). Tale lavoro meccanico è utilizzato per esempio per la macinazione di cereali per la produzione di farina o altre materie prime. Il conduttore del mulino è chiamato “mugnaio” o più colloquialmente “molinaro”. Prima dell’utilizzo dell’energia elettrica il mulino era organizzato in modo funzionale per lo sfruttamento di energia da una particolare forza naturale come l’acqua o il vento per far funzionare la macina.

Fonte: https://it.wikipedia.org

Adiacente all’ingresso principale dell’Istituto, visibile anche dalla strada, c’è un vecchio mulino a macina, utilizzato nei secoli scorsi quasi sicuramente per la macinazione dei cereali. I mulini a macina erano costituiti da da due ruote in pietra poste in posizione orizzontale, una girevole e l’altra fissa, con una entrata centrale per introdurre i prodotti da macinare e uscite laterali.

Da una ricerca presso l’Archivio di Stato sono stati rinvenuti alcuni documenti risalenti al quindicesimo secolo che confermano che il mulino era utilizzato per la macina del frumento.

Il nostro mulino

Eboli, 11 febbraio 1540

Mulino a macina

Il nobile Giulio de Julianis concede in fitto, per tutto il mese di agosto dell’anno 1540, a Nicola Frascio di Eboli un mulino posto nel luogo San Giovanni per due tomoli di frumento macinato la settimana

Fonte: Archivio di Stato di Salerno, Protocolli notarili, notaio Paolo Palladino di Eboli, busta 2521

Mulino a macina

Eboli, 2o agosto 1800

Marco Ferrari su incarico del Regio Fisco concede in fitto, per sei anni, a Francesco Perito di Eboli il molino e la macina per le  mortelle posti nel territorio di Eboli nel luogo detto San Giovanni con il patto dell’alternanza dell’uso dell’acqua. Cioè un giorno l’acqua dovrà servire al mulino e l’altro alla macina delle mortelle. Il prodotto ricavato dalla macina delle mortelle serviva per la concia delle pelli che ivi si svolgeva. La maggior parte della mortella veniva raccolta nella vicina collina di San Giovanni.

Fonte: Archivio di Stato di Salerno, Protocolli notarili, busta 2349

A cura di Elena Angione, classe 5B Fortunato, A.S. 2019/2020